Il Pintoricchio e la Chiesa di Sant'Andrea

È il 1506 quando Pintoricchio riceve l’incarico di eseguire una grande Pala per l’altare della Chiesa di Sant’Andrea a Spello. Essendo sopraggiunte altre importanti committenze a Siena, il maestro l’anno successivo affida il dipinto della Pala al pittore perugino Eusebio di San Giorgio con la preghiera di attenersi ai disegni da lui preparati. Torna nel 1508 per ultimare, secondo gli accordi presi con i committenti, le teste dei personaggi e il tondo con Cristo in pietà della cimasa, le parti più significative dell’opera, e poi riparte, inserendo singolarmente nel quadro - su di un tavolino da scrittura utilizzato da San Giovannino - la lettera con cui Gentile Baglioni lo prega di rientrare a Siena: un gesto, forse, con cui vuole non tanto sottolineare il prestigio raggiunto, quanto scusarsi per il mancato completamento dell’opera. Pintorichhio infatti rientra a Siena dove poi si ritirerà definitivamente fino alla morte, sopraggiunta pochi anni più tardi.