Cappella Tega

La cappella sorse come sede della confraternita dei disciplinati di Sant'Anna, i quali gestivano un ospedale di cui si hanno notizie a partire dal 1362; inserita in questo complesso ospedaliero e riservata, probabilmente, alla disciplina, venne soppressa nel 1571. Nel 1895 il locale era adibito a bottega (numero civico 16), ma erano già parzialmente visibili gli affreschi del 1461, poi restaurati nel 1970.

Oggi la cappella è più nota come Cappella Tega, dal nome del proprietario e scopritore degli stessi affreschi. La cappella è costituita da un'unica aula a pianta rettangolare, la copertura è costituita da una volta a crociera. Rispetto all'ingresso si nota nella parete sinistra un grande arcone, oggi in parte interrato a causa della sopraelevazione del livello stradale della piazzetta esterna adiacente. L'esiguità delle dimensioni dell'aula si contrappone alla cospicua presenza di affreschi posti sulle pareti interne della cappella.
Autori delle decorazioni sono due pittori folignati: Nicolò di Liberatore detto l'Alunno ed un artista anonimo, di cultura arcaizzante, convenzionalmente denominato Maestro delle storie del Battista (Todini), forse identificabile con Pietro di Mazzaforte, figlio del noto artista folignate Giovanni di Corraduccio e suocero dello stesso Nicolò (Scarpellini).

La presenza dell'Alunno a Spello è un segno distintivo del livello e della ricerca artistica raggiunta nel nostro territorio nella seconda metà del XV secolo. Il soprannome d'Alunno, che per la prima volta gli dà il Vasari, deriva certamente da una falsa interpretazione dell'epigramma che si legge nella predella del Polittico per Brigida de' Picchi, oggi al Louvre, dove Nicolò è detto alunnus fulginie, cioè figlio, allevato in Foligno, e non allievo e alunno di... Ben attivo e noto per numerose presenze a Foligno, Nicolò influenzato anche da Benozzo a Montefalco ripropone a Spello una Crocifissione e data l'opera di suo pugno al 1461 (l'iscrizione si legge nella parte superiore della controfacciata).
L'impianto pittorico è visibilmente inserito in compassi decorativi che sono, ancora oggi, ben visibili, inoltre si pensa che l'intero apparato facesse parte di un preciso progetto iconografico più vasto.

Parete destra
Affresco attribuibile a Pietro di Mazzaforte: Sant'Anna, la Madonna con il Bambino (purtroppo gran parte è andato perduto).

Parete frontale
Affresco di Nicolò di Liberatore detto l'Alunno: Crocifissione (1461).

Parete sinistra- sottarco -
Scanditi in comparti mistilinei, nel sottarco sono rappresentati sei busti di Apostoli. A partire da sinistra rispetto all'ingresso i primi tre sono dell'Alunno e raffigurano:
San Giovanni; 3b- San Giacomo minore (?); 3c- San Tommaso (?).
Sull'area del concio di chiave era probabilmente raffigurato: l'Agnello mistico. Gli altri tre compassi sono attribuiti a Pietro di Mazzaforte, e raffigurano:
San Giacomo maggiore; 3e- San Bartolomeo; 3f- Sant'Andrea.

Controfacciata In alto:
Affresco attribuito a Pietro di Mazzaforte: a sinistra : San Pietro ; a destra: San Paolo.
Sotto ai lati della porta: a sinistra: il Purgatorio; a destra: l'Inferno.

Volta di copertura
Affreschi di Nicolò di Liberatore; nelle quattro vele sono raffigurati: gli Evangelisti