Chiesa di San Biagio

L'edificio fu sede di un ospedale retto da laici, discendenti dal fondatore. Le prime notizie sono, tuttavia, piuttosto tarde (1430) e i documenti non consentono di seguirne l'iter istituzionale e l'attività assistenziale dopo il 1460. Attualmente la chiesa dipende dalla parrocchia di S. Lorenzo. Il piccolo hospitale si apre su via Giulia nella parte alta del paese; è a tutti gli effetti un punto di ritrovo della meditazione rionale.

L'oratorio ha subito un ultimo restauro nel 1979, che ha cercato di conservare l'originario aspetto. La facciata è inglobata nel prospetto della via è realizzata in tipico calcare bianco-rosastro del monte Subasio e termina con una semplice copertura a capanna. La porta d'ingresso in posizione centrale divide due probabili "porte del morto", oggi finestrate. L'interno è a pianta rettangolare, il solaio risolto da correnti di legno presenta al centro una grande capriata, probabilmente ricostruita in stile ad una precedente.

L'impianto pittorico non è modesto per una chiesa di così piccole dimensioni: anche se non ci si trova di fronte ad opere di così alto pregio, San Biagio costituisce un piccolo contenitore di cultura locale e non solo, in cui si sono garbatamente conservate testimonianze artistiche.

Parete destra
Affresco di pittore folignate, seguace di Bartolomeo di Tommaso: Madonna con Bambino.
Affresco di Bartolomeo da Miranda: Sant'Antonio da Padova (secondo quarto sec.XV).

Parete frontale
Pala sull'altare maggiore: San Biagio titolare (riferibile al sec. XVII).

Parete sinistra
Affresco di scuola spoletina: Madonna con il Bambino fra San Pietro martire e San Biagio; di recente attribuito a Bartolomeo da Miranda, un pittore di cultura spoletina che lascia presumibilmente nel secondo quarto del XV secolo ben quattro affreschi a Spello (in Santa Maria Maggiore, San Lorenzo, Santa Maria di Vico o "Chiesa Tonda" e questo in San Biagio). Sono presenti anche altri resti di affreschi a carattere votivo, opere di maestranze di modesta levatura