Chiesa di San Martino

Secondo antiche fonti cronachistiche la chiesa fu fondata, a cavallo dei secoli XI e XII, dagli stessi abitanti del terziere Pusterula in onore del vescovo di Tours (330-397), benché le prime notizie sicure risalgano soltanto al 1333-1334; nel secolo XV il beneficio della chiesa passò sotto la giurisdizione del capitolo di S. Lorenzo e, nel 1561, al capitolo della basilica di S. Pietro in Vaticano, che ancora alla fine del secolo scorso ne doveva nominare il rettore.

Sempre nel secolo XIX vi venne istituita una cappellania dedicata al culto della Vergine addolorata e divenne ufficialmente la sede dell'estrazione a sorte di tre doti annue di 30 scudi, da assegnare alle giovani povere della parrocchia di S. Lorenzo (Dotalizio Franceschini). Nel 1870, in seguito alla soppressione, il beneficio della chiesa ed i lasciti pii vennero incamerati dalla Congregazione di Carità di Spello, ma l'officiatura continuò ad essere svolta dal parroco pro tempore di S. Lorenzo nelle festività di S. Martino e della Vergine addolorata.

L'aspetto architettonico della chiesa ci spinge ad indicare quale probabile data di edificazione un periodo compreso tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. Risolta secondo il modello architettonico romanico, San Maritino appartiene alle cosiddette chiese "povere" di Spello; presenta una facciata realizzata in pietra bianca locale, la copertura è a capanna con spioventi inclinati. L'aspetto originario prevedeva il fronte terminante con un campanile a vela (modello già presente Spello: es. a San Claudio).

Oggi la facciata è semplice ed essenziale; la porticina centrale è inquadrata da due modeste ghiere, una bianca ed una rossastra nella parte superiore. Nell'immediato sottocolmo una piccola bifora con capitello a giglio assolve le funzioni di un piccolo rosone.
La pianta della chiesa è rettangolare; la copertura è risolta da arconi trasversali in muratura rifatti nel corso di questo secolo. L'aula è caratterizzata dalla divergenza delle pareti che tendono illusoriamente ad ampliare il fondo. L'abside ospita l'altare originale della chiesa, ricomposto nel 1971, con alcuni reperti archeologici. Dietro l'altare una porticina immette nella sagrestia, ambiente di piccole dimensioni con una finestrella ed un porta che si apre su via san Martino. L'impianto pittorico è quasi interamente andato perduto, visibile è la tavola del contemporaneo Orlando Tisato: La Madonna dei poveri
(1988), posta come pala d'altare.

Nicchia di sinistra
Affresco molto malandato e a frammenti: San Martino dona il mantello al povero (inizi sec. XV).
Sopra la nicchia. Affresco staccato di ignoto pittore umbro: San Sebastiano
(fine sec. XV).

Nicchia di destra
Opera lignea dipinta e scolpita: Ecce homo (sec. XVII)