Chiesa di San Silvestro

Secondo la tradizione l'abbazia, situata sul versante sud del monte Subasio, venne edificata nel 1025 per iniziativa di s. Romualdo, fondatore dell'ordine Camaldolese, ma la prima attestazione documentaria risale a circa 50 anni dopo (1083).

Sorta ed inizialmente sviluppatasi in autonomia, forse, rispetto all'abbazia di Camaldoli nella diocesi di Arezzo, alla metà del secolo XII aderì definitivamente all'ordine e da quel momento iniziò ad acquisire prestigio e potere - soprattutto economico-territoriale - non solo nell'ambito della diocesi di Spoleto, ma anche in quello delle diocesi di Foligno e di Perugia.

Nel 1178 Alessandro III la pose sotto la diretta protezione della Sede apostolica, confermandone, nel contempo, l'imponente patrimonio immobiliare, comprendente la quasi totalità delle chiese presenti sul territorio di Spello. Le prime avvisaglie di una repentina decadenza, tuttavia, risalgono al 1182, quando l'imperatore Enrico IV toglieva all'abate di S. Silvestro la giurisdizione sulle chiese spellane di S. Severino e di S. Maria Maggiore; il progressivo smembramento del patrimonio monastico, unito a devastazioni e contrasti, portò alla definitiva soppressione dell'abbazia (1236): i monaci, in quella occasione, furono rimossi dal loro incarico e sostituiti da chierici regolari, mentre i beni immobili vennero divisi fra il monastero di Vallegloria di Spello ed il monastero di S. Maria inter Angelos di Spoleto. La reintegrazione dei monaci nel 1254 e l'insorgere di altri contrasti tra gli abati di Collepino e le monache di Vallegloria continuarono a rendere difficile la vita dell'abbazia per tutto il secolo XIII.

Nel secolo XVI le insegne dell'abbazia, divenuta intanto secolare, passarono al parroco pro tempore di Collepino. Avviatasi sulla strada dell'abbandono e del degrado, l'abbazia conobbe una rinascita nel 1970, quando cominciò il restauro di ciò che rimaneva degli antichi edifici monastici e sulla sua area venne edificato l'eremo della Trasfigurazione, ancora oggi gestito dalla comunità delle piccole Sorelle di Maria, fondata da suor Teresa dell'Eucarestia. Gli interventi di riedificazione e restauro iniziati alla fine dgli anni settanta, hanno restituito una struttura quasi interamente nuova in quanto del vecchio sito non rimaneva (e rimane) che una parzione del presbiterio, la cripta al piano inferiore e resti di una costruzione turrita, probabile torre campanaria. La chiesa odierna è più piccola rispetto a quella originaria; nel corso del XV secolo sono attestati lavori di restauro, da questi è stato possibile disegnare l'ingombro del manufatto da cui risulta di dimensioni superiori. 

Interno
Altare maggiore. Sarcofago romano in marmo bianco. Il prospetto presenta al centro l'immagine clipeata del defunto. Sotto: due maschere teatrali. Ai lati due geni funerari (sec. III d.C.).
Presbiterio. Gradini: frustolo epigrafico.

Abside
Affresco: Madonna con Bambino (sec. XIV).

Cripta triastila
Si tratta della struttura architettonica più antica di questo complesso religioso, sorto tra la fine del X e gli inizi del XI secolo.
L'abbazia, probabilmente un Eigenkloster (monastero di famiglia), conserva nella cripta la sua struttura primordiale. L'aula è di forma rettangolare, la copertura è un primordiale esempio di soluzione a crociera sostenuta da tre colonne poggianti su capitelli in riuso. L'altare è costituito da un piano in marmo bianco di epoca paleocristiana su base in pietra.