Chiesa di Santa Maria Maddalena

Il monastero femminile sorge, con regola agostiniana, intorno al 1314 per iniziativa di Amadeo di Spello, molto probabilmente un penitente; le monache che lo occupavano, infatti, in età tardo - medievale venivano chiamate anche de Amadio. Pare che, nel 1497, il vescovo di Spoleto unì il monastero con quello di S. Lucia di Bevagna: unione che durò poco tempo, per l'opposizione degli stessi cittadini di Bevagna. La quasi completa perdita dell'archivio non consente, però, di avere notizie dettagliate in merito alla sua fondazione e al suo successivo sviluppo, almeno fino agli inizi del secolo XVIII.
Subì una prima soppressione, con l'applicazione delle leggi napoleoniche, negli anni 1810-1815 ed una seconda, quando già vi erano confluite le consorelle del locale monastero di S. Giovanni Battista, nel 1860, con relativa confisca dell'edificio e dei beni. L'oratorio è a pianta rettangolare e, sulle pareti, presenta decorazioni pittoriche eseguite nel 1912 da Giovanni Tucci.

Parete destra
Altare con tela a olio, di autore ignoto: Madonna della consolazione, Sant'Antonio, Santa Chiara da Montefalco, Santa Monica, Sant'Agostino, Santa Rita, San Nicola da Tolentino e San Tommaso da Villanova (sec. XVIII).

Parete di controfacciata
Altare maggiore con tre tele a olio, di autori ignoti: San Massimino e la Maddalena; Estasi della Maddalena; Noli me tangere (sec. XVII). Cantoria ed organo (sec. XVIII).

Parete sinistra
Altare con tela a olio, di autore ignoto, proveniente dal monastero di San Giovanni Battista: Nascita di San Giovanni Battista (datata 1575). All'interno del monastero sono conservate le seguenti opere: affresco di scuola folignate: Crocifissione, San Girolamo e la Maddalena (1477). Scultura lignea (ridipinta e rivestita nel sec. XIX): Madonna in trono (sec. XIV); parato pontificio di Clemente XIII, di fattura italiana (1758-1769), che, secondo fonti orali non supportate da documenti d'archivio, venne sottratto a Roma da alcuni cittadini di Spello e successivamente.