Oratorio San Giovanni Battista

L'oratorio faceva parte, inizialmente, del monastero femminile di S. Giovanni Battista, edificato nella prima metà del secolo XIII da un gruppo di penitenti, che ottennero dal vescovo di Spoleto di poter vivere in povertà e sotto la regola agostiniana (la prima attestazione documentaria dell'edificio risale, tuttavia, al 1348). In seguito, già entro la metà del secolo XV, il monastero venne posto alle dipendenze dei canonici di S. Giovanni in Laterano e, nel 1816, Pio VII fece concentrare le monache ivi residenti nel locale monastero agostiniano di S. Maria Maddalena. 

L'oratorio venne riedificato nel 1643 dal Seminario Felice (poi Collegio - Convitto intitolato a V. Rosi), inglobandolo al proprio interno. L'ultimo rifacimento risale al 1955 come si legge da una lapide posta sopra la porta d'ingresso sulla controfacciata. Oggi l'oratorio è inglobato nel prospetto esterno del Palazzo Rosi su Largo Mazzini. La facciata oggi intonacata, è semplice e dalle linee architettoniche essenziali; attraverso una porta si accede all'aula interna che è a pianta rettangolare. A sinistra della parete di fondo una piccola apertura introduce nel vano della sagrestia; un corridoio collega l'oratorio alla Casa di Riposo in via Due Ponti.

Il prospetto frontale è probabilmente l'opera più raffinata ed elegante presente nella chiesa; si tratta del fronte in stucco dietro l'altare maggiore. L'opera di singolare ricercatezza, rappresenta il Battesimo di Cristo, è databile fine XVII secolo inizi XVIII ed è quasi sicuramente una delle più pregevoli del territorio spellano. Lo stile della rappresentazione è di gusto romano ed è sicura testimonianza del suo tempo. L'impatto visivo, l'ingombro delle singole volumetrie, conferiscono a tutta la macchina scultorea un profondo coinvolgimento spaziale tipico delle opere berniniane, di cui questa sembra una felice derivazione che qualifica e distingue l'intero ambiente.

Parete di fondo
Dietro l'altare maggiore. Prospetto in stucco, al centro: Battesimo di Cristo.
Ai lati: due Dottori della Chiesa (a sinistra: Ambrogio; a destra: Agostino).
Sopra. A sinistra: San Luca; a destra: San Giovanni.

Parete destra
Altare. Tela di seguace del Camassei: Santa Caterina d'Alessandria con sei storie della sua vita. In alto: Annunciazione (sec. XVII). Sopra la tela campeggia una busto di Santa Caterina da Siena.

Parete sinistra
Altare. Olio su tela della cerchia del Grecchi: Madonna di Costantinopoli, il Battista, Santa Apollonia, San Carlo Borromeo (datato 1613).