Palazzo Cruciani

Fu il maggiore edificio privato della città, almeno fino all'inizio del sec. XIX, e dimora, più o meno stabile, di diverse famiglie nobiliari.

Costruito dalla famiglia Acuti-Urbani a ridosso del 1602 (la prima attestazione documentaria risale al 1605), intorno 1620 passa ai Monaldi, quindi ai Grillo-Pamphili (1718) e ai Cruciani (1769); dopo il 1940 il palazzo viene venduto al vicino Collegio-Convitto "Vitale Rosi". Dal 1972 è sede dell'Amministrazione Comunale di Spello, che aveva precedentemente provveduto al suo restauro.

La struttura dell'edificio è piuttosto complessa e non sempre chiaramente leggibile, frutto, com'è, delle trasformazioni susseguitesi nel tempo e strettamente legate alla presenza delle famiglie patrizie che vi hanno dimorato; l'edificio sorge, come accennato, tra la fine del secolo XVI e l'inizio del secolo XVII, utilizzando alcuni elementi di caseggiati precedenti, per volontà della famiglia Acuti-Urbani, che fece porre alcune formelle con il proprio emblema araldico nel cornicione della fabbrica e nella decorazione a mascheroni del pozzo, collocato al centro del cortile interno. Particolarmente elegante è il ballatoio con copertura lignea, che corre a sinistra del cortile.

La decorazione pittorica del pianterreno, delle scale e del piano nobile, di ignoto, è datata 1602. La sala al primo piano, che oggi ospita le riunioni del consiglio comunale, presenta, nella volta, una raffigurazione delle Quattro Stagioni, mentre sulle pareti sono dipinte delle candelabre, in cui l'emblema del casato dei Cruciani si alterna con le iniziali del committente (Giovanni Cruciani), la data di esecuzione delle pitture (1890) e la firma dell'artista (Gaetano Pompei di Amandola).